04 Apr

Come i leader possono prevenire il drenaggio emotivo

  • Posted by Davide Boraso
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La pandemia da Covid-19 ha comportato ripercussioni emotive su tutti, soprattutto sui lavoratori dipendenti, che hanno dovuto rivedere e riorganizzare il loro metodo di lavoro secondo modalità prima inusuali.

Lo stress da pandemia ha colpito anche negli ambienti lavorativi: mentre molti stanno ancora adattando il proprio stile di vita alle circostanze in continua evoluzione, le aziende cercano di capire come tornare al lavoro e alla produttività nella migliore maniera possibile.

In modo graduale si stanno riprendendo alcune semplici consuetudini, che per diverso tempo sono state annullate, , come mangiare alla mensa aziendale o prendere un caffè con i colleghi durante la pausa: il ritorno alla normalità permette persino di riscoprirle e apprezzarle più di quanto si facesse in passato. che.

Tuttavia, ci sono ancora aspetti difficili da affrontare come riuscire a superare il senso di perdita, collettiva o individuale, che ha accomunato la maggior parte delle persone, anche se riferita a diversi aspetti della vita.

Stress da pandemia: le conseguenze sulla vita quotidiana

Per qualcuno è stato un lutto che ha significato perdere una persona cara, altri hanno perso il lavoro e la stabilità economica, qualcuno ha perso la gioia di poter festeggiare un evento simbolico come il matrimonio, altri il piacere di potersi godere una vacanza.

Tutti, però, sono accomunati dalla perdita di due preziosi elementi: il tempo, che non si potrà mai più recuperare e la normalità. Conseguenze inevitabili di tutto ciò sono state il dolore e il trauma, che richiederanno ancora tempo e fatica per essere superati.

Abbiamo anche dovuto affrontare la disgregazione e la divisione sociale, politica, razziale ed economica, aspetti che hanno comportato, oltre alla pandemia di tipo sanitario, anche quella della solitudine e della disconnessione.

Conseguenza di tutto ciò lo stress da pandemia e la diffusione del malessere mentale, con l’incremento esponenziale di persone che soffrono di ansia e di depressione: infatti, un recente sondaggio ha mostrato che tali disagi vengono avvertiti in una percentuale che oscilla tra il 25% e il 40% della popolazione produttiva.

Un altro ha dimostrato il costante aumento del fenomeno del burnout, per cui l’83% delle persone sente una forte sensazione di svuotamento emotivo, dato a cui si aggiunge il diffondersi del senso di apatia; infatti il 23% dei lavoratori coinvolti dichiara di non curarsi di ciò che accade ai propri colleghi.

Questo dimostra che la capacità di compassione sta notevolmente diminuendo. Ma il dato che deve maggiormente preoccupare è il fatto che l’11% dei lavoratori che hanno partecipato ai sondaggi ha dichiarato di aver pensato al suicidio nei 30 giorni precedenti.

Il ruolo dei leader nella riduzione delle conseguenze emotive

In un quadro del genere, il ruolo dei leader diventa fondamentale: essi non solo hanno il compito di riportare al lavoro i dipendenti, ma possono contribuire a ripristinare il benessere mentale, condizionato dallo stress da pandemia.

  • Un leader dovrebbe ammettere che in questo momento si stanno vivendo delle difficoltà e dovrebbe riconoscere quanto i dipendenti siano importanti per l’azienda, ascoltandoli ed esprimendo gratitudine nei loro confronti. Inoltre, se mostra la sua vulnerabilità e condivide le lotte che ha dovuto affrontare durante il suo percorso, stimola la connessione tra i team di lavoro, rendendo i lavoratori più sicuri e meno ansiosi. In questo modo, lo spirito di competizione si trasforma in spirito di collaborazione e condivisione degli stessi obiettivi e delle stesse battaglie.
  • In un clima di bassa fiducia spesso si tende a inasprire le regole, concentrandosi solo sulla produttività. Al contrario, un leader dovrebbe coltivare un ambiente in cui si possa respirare il senso di sicurezza e di compassione, in cui sottolineare il valore dei dipendenti, dando loro più flessibilità e libertà di gestione. Nel momento in cui poi i lavoratori dovranno scegliere se tornare in ufficio, quando lavorare e come organizzare la propria quotidianità, riusciranno a gestire meglio la loro vita, riducendo lo stress e aumentando la produttività. È sufficiente che un leader stabilisca traguardi e aspettative, lasciando autonomia e fiducia ai dipendenti che, in questo modo, si sentiranno come dei partner che devono collaborare per un obiettivo comune.
  • Da recenti sondaggi è emerso che il 75% dei lavoratori avrebbe bisogno che le aziende introducessero dei programmi di consapevolezza per migliorare il loro benessere mentale. In molte stanno già mettendo a disposizione consulenze, sessioni di meditazione e hotline di emergenza da svolgersi on-line o in presenza: si è dimostrato che queste soluzioni possono essere utili nel soddisfare le esigenze di aiuto dei dipendenti, ma anche nel portare alla crescita e alla costruzione della resilienza. Dove siano state utilizzate app quali Wise@Work, 10% Happier, Insight Timer, la percentuale di chi si sente stressato e ha perso il proprio equilibrio si è dimezzata. Diversi lavoratori hanno così raggiunto la consapevolezza di come imparare a gestire la nuova realtà lavorativa insieme ai figli e alla famiglia.

Molte persone stanno prendendo in esame le loro vite e il loro concetto di lavoro e, per riuscire a ricostruire in chiave moderna la sfera della produttività, sarà fondamentale il ruolo delle aziende e dei relativi leader, che contribuiranno alla rinascita e alla ricostruzione del mondo del lavoro.